Il packaging ecosostenibile: cos’è e quali materie prime utilizza

Quando parliamo di packaging ecosostenibile, pensiamo ad una confezione realizzata con materiali rinnovabili, naturali o riciclati che possono essere riutilizzati più volte, progettati e prodotti con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, secondo una logica opposta al semplice modello “usa e getta” del packaging tradizionale.

“Riduci, riusa, ricicla” è il motto delle “3R” che oggi influenza in misura crescente i modelli di consumo della società attuale, sempre più sensibile e attenta alla sostenibilità ambientale.

Nel mondo del packaging, la sostenibilità rappresenta un tema centrale: ogni step, sin dalla fase di progettazione, deve tenere conto dell’impatto ambientale, e una particolare attenzione merita la scelta dei materiali impiegati.

Le aziende del packaging stanno vivendo un momento di forte evoluzione, da un lato sotto la pressione delle normative europee, che impongono ambiziosi obiettivi di riciclabilità degli imballaggi, e dall’altro da parte dei consumatori, che ricercano sempre più prodotti “green” e a basso impatto ambientale.

impatto ambientale del packaging

L’attenzione verso l’impatto dei modelli di consumo sulla società e sull’ambiente è molto alta: secondo un recente sondaggio di Packaging World, che ha preso in esame un campione di circa 2000 consumatori, il 79% preferisce acquistare prodotti con packaging sostenibile rispetto a confezioni composte da materiali meno eco-friendly).

In questo articolo vogliamo descrivere quali sono gli obiettivi dell’ecodesign del packaging e su quali materiali ecosostenibili si sta orientando la ricerca dell’innovazione del packaging.

Come si struttura l’ecodesign del packaging e quali sono gli obiettivi?

infografica ecodesign del packaging eco friendly ecostenibile

Si stima che le fasi di progettazione incidano per l’80% circa degli sprechi (di energia, materiali, ecc. ) connessi al packaging, per cui è proprio in questa fase che le aziende possono intervenire efficacemente.

Quello del design sostenibile (eco-design) è un settore in piena evoluzione che va incontro all’innovazione percorrendo binari precisi: quelli della riduzione degli sprechi, del controllo dei consumi energetici e delle emissioni, del riciclo e del riuso.

Nel percorso di eco-design, le aziende ricercano le migliori soluzioni da adottare per raggiungere gli obiettivi attesi in termini di risparmio di risorse e di risultati di raccolta e riciclabilità dei materiali.:

  1. Riciclabilità
  2. Minor uso di materia prima
  3. Utilizzo di materie prime rinnovabili
  4. Compostabilità
  5. Semplificazione del sistema imballo
  6. Facilità di separazione dei materiali di imballaggio
  7. Riutilizzo

Il ciclo di vita dell’imballaggio sostenibile: “from cradle to grave” vs. “from cradle to cradle”

Come ogni prodotto di consumo, anche l’imballaggio attraversa diverse fasi che vanno dalla sua nascita fino al suo smaltimento. Sempre più attenzione viene rivolta oggi al fine vita dell’imballaggio, ovvero a ciò che accade nella fase post consumo. Se progettato per essere riciclabile o compostabile, l’imballaggio da rifiuto può diventare una risorsa utile per l’ambiente. Il design “dalla culla alla culla”(noto anche come design rigenerativo) è un approccio alla progettazione di prodotti e sistemi che modella l’industria umana sui processi della natura, in cui i materiali scartati diventano fonte di materie prime per la creazione di nuovi prodotti. Questo approccio “circolare” si contrappone al tradizionale concetto “dalla culla alla tomba” (“from cradle to grave”) proprio del modello di economia lineare. Rispetto a quest’ultimo, il modello C2C è sostenibile e rispettoso della vita e delle generazioni future. Il design C2C parte dall’idea che l’industria abbia la responsabilità di proteggere l’equilibrio della natura e arricchire gli ecosistemi, pur mantenendo un metabolismo tecnico sicuro e produttivo per l’uso e la circolazione di alta qualità di nutrienti organici e tecnici. È un modello olistico, economico, industriale e sociale che si pone l’obiettivo di creare sistemi produttivi non soltanto efficienti, ma anche privi di sprechi.

Cradle-to-grave approach, the Scientific Diagram

Carta, bioplastiche e materiali eco friendly: l’innovazione per l’ecodesign

L’innovazione del packaging rappresenta la sfida principale per l’industria alimentare e punta a identificare soluzioni innovative in grado di raggiungere le elevate performance della plastica in termini di conservazione dei prodotti, che siano idonee al contatto con gli alimenti e che garantiscano un ridotto impatto ambientale. Un aspetto centrale nell’eco-design riguarda i materiali impiegati, che devono infatti essere biodegradabiliriutilizzabili, riciclabili e non tossici. Il loro impatto sull’ambiente, inoltre, deve essere il più contenuto possibile, lungo l’intero ciclo di vita.

nuovi materiali ecofriendly

Vediamo ora in maggiore dettaglio i materiali più frequentemente utilizzati per il packaging alimentare (eco)sostenibile, in alternativa alla plastica tradizionale, e le loro caratteristiche… continua a leggere!

CARTA E CARTONE

Nell’ultimo decennio, gli imballaggi a base cellulosica immessi sul mercato sono passati da 4,33 a 4,92 milioni di tonnellate [fonte: Comieco-Conai], con un incremento di circa 600.000 tonnellate. Contemporaneamente, i produttori hanno progressivamente ridotto la grammature medie per offrire al mercato soluzioni di packaging sempre più “leggere” ed (eco) sostenibili. Carta e cartone sono materiali responsabili. Riciclabili e rinnovabili per eccellenza, sono sempre più apprezzati e utilizzati dai consumatori proprio in ragione di queste proprietà. Se differenziati correttamente, non sono un rifiuto ma una fonte di fibre rinnovabili preziosa per l’ambiente. In Italia, il riciclo della carta e del cartone mantiene una posizione di leadership nell’economia circolare. La carta è un materiale rinnovabile, che può essere riciclato fino a 7 volte e si presta a svariati utilizzi.

carta e cartone sono materiali riciclabili e rinnovabili

In particolare carta e cartone certificati FSC® provengono da foreste gestite responsabilmente, ovvero nel rispetto dell’ambiente, della biodiversità, dei diritti dei lavoratori e delle popolazioni locali.

Il marchio FSC® garantisce che la carta sia stata prodotta senza che sia stata abbattuta nessuna foresta primaria e senza che sia stata danneggiata alcuna comunità autoctona o l’equilibrio dell’ecosistema.

La POLPA DI CELLULOSA

E’ un composto di origine vegetale realizzata con fibre vergini di scarto dalla lavorazione della canna da zucchero e del bamboo. Biodegradabile e compostabile al 100%, la polpa di cellulosa viene comunemente utilizzata per produrre bicchieri e contenitori per il cibo (quali piatti, bicchieri, etc.) rese impermeabili grazie all’accoppiamento con il Mater-Bì e quindi capaci di contenere cibi e liquidi, di resistere al calore (fino a 200°C) e di essere utilizzati anche per la cottura in forno e a microonde. La polpa di cellulosa è un composto ecologico per due motivi: si biodegrada completamente e viene prodotta utilizzando scarti di produzione che altrimenti andrebbero al macero.

Le BIOPLASTICHE COMPOSTABILI

Per quanto riguarda le bioplastiche, si può osservare come i numeri di mercato siano in netto aumento. Il numero di aziende in Italia operanti nel settore è infatti passato dai 143 player nel 2012 a 278 nel 2020, arrivando ad avere un fatturato complessivo superiore a 800 milioni. I prodotti che guidano questa crescita sono ancora oggi le shopper dei supermercati e i sacchetti per la raccolta organica.

L’utilizzo delle bioplastiche per produrre imballaggi per alimenti offre numerosi vantaggi e consente di recuperare più efficacemente i residui alimentari. Ecco alcuni esempi di bioplastiche compostabili e le loro caratteristiche:

Il MATER – BI

E’ composto da sostanze vegetali, come l’amido di mais, e polimeri biodegradabili ottenuti da materie prime sia di origine rinnovabile, sia di origine fossile. Grazie alle sue caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità, e all’alto contenuto di materie prime rinnovabili, consente di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici, ridurre l’impatto ambientale e contribuire allo sviluppo di sistemi virtuosi con vantaggi significativi lungo tutto il ciclo produzione-consumo-smaltimento. Alcune caratteristiche distintive sono la lavorabilità con le stesse tecnologie delle plastiche tradizionali e con produttività simile, l’intrinseca antistaticità e la sterilizzabilità con raggi gamma.

mater - bi

Il PLA (Acido Polilattico)

E’ un materiale compostabile e biodegradabile, derivante da prodotti vegetali e largamente impiegato nel settore degli imballaggi alimentari. Questo tipo di plastica possiede caratteristiche di impermeabilità e resistenza meccanica, una consistenza rigida, un aspetto lucido e non è soggetto ad eccessiva deformazione. Il PLA è generalmente impiegato per prodotti alimentari e destinati ad uso domestico, giocattoli, oggetti da esposizione, prototipi e modelli architettonici. Viene impiegato negli imballaggi di alimenti come pane, latte, succhi, acqua, profumi, detergenti, grassi e olii.

Il PLA (Acido Polilattico)

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Il CELLOPHANE

E’ un materiale di origine naturale che deriva dalla cellulosa delle piante la più abbondante di tutte le materie prime rinnovabili e sostenibili. Viene largamente impiegato per la produzione di packaging nel settore alimentare. Si distingue per la sua caratteristica trasparenza e flessibilità e la capacità di allungarsi e stirarsi in fogli e bobine. Il nome cellophane fu inventato nel 1908 da un ingegnere svizzero che fuse le parole “cellulosa “e “diaphane” (diafano, cioè trasparente che lascia l’oggetto visibile). Originariamente, il cellophane nacque come rivestimento per rendere i tessuti più resistenti alle macchie.

mele in packaging trasparente cellophane

Le nuove frontiere del packaging green: i materiali più innovativi

Il mondo del packaging vive un periodo di forte spinta evolutiva, verso una riprogettazione ispirata ai principi dell’ecodesign, con l’utilizzo di materiali sostenibili provenienti da materie prime rinnovabili e facilmente recuperabili e riciclabili. Sul mercato si affacciano materiali bio-based altamente innovativi, dalle elevate capacità prestazionali, paragonabili a quelle del packaging in plastica tradizionale. Dalle alghe marine (studiate in India dal National Institute of Ocean Technology), alla miscela a base di fibre di legno, nanoclay e lignina prodotta dall’Università Aalto di Espoo in Finlandia, alla carta riciclata, agli imballaggi realizzati con il sottoprodotto dei semi di cacao fino al sacchetto per il pane che incorpora bucce d’avena derivanti dal processo di macinazione del frumento. Le innovazioni per un Pianeta più pulito non finiscono qui: persino una miscela di cemento, sabbia e acqua è stata impiegata per produrre barattoli sostenibili, mentre in Asia i  funghi vengono utilizzati come equivalenti compostabili del cartone, in grado di ridurre del 90% le emissioni di carbonio rispetto alla plastica. E ancora, un recente articolo di Nature racconta come, secondo gli scienziati dell’Università di Berkeley, sia sufficiente aggiungere degli enzimi all’interno dei contenitori in plastica per smaltirli in un giorno e mezzo. Si tratta di un processo analizzato in laboratorio, che prevede l’attivazione degli enzimi, incapsulati in molecole capaci di disgregarsi in determinate condizioni e temperature. Nel momento in cui il packaging ha espletato la sua funzione, viene sottoposto a una fonte di calore e gli enzimi provvederanno a consumarne la plastica.

bicchieri di carta con packaging ecosostenibile

Il packaging sostenibile fa bene all’ambiente e “vende” di più

Il packaging, i materiali in cui è realizzato e le sue caratteristiche ambientali sono capaci di condizionare le scelte di acquisto degli shopper (secondo un recente sondaggio effettuato da Packaging World sopra riportato, il 71% degli intervistati considera un prodotto sostenibile, se il suo imballaggio è riciclabile; il 69%, invece, se il suo pack è realizzato con materiale riciclato). Dal sondaggio emerge che: se un packaging non risulta riciclabile, soltanto 1 italiano su 4 lo acquista ugualmente; il 47% lo acquista mal volentieri; il 22% dei consumatori cambia idea e lo sostituisce con un prodotto con pack sostenibile.

L’importanza del packaging eco-friendly è una tematica fortemente sentita anche nelle fasce più giovani della popolazione. Una recente ricerca pubblicata su The Harvard Business Review è infatti emerso come addirittura il 65% dei giovani preferisca acquistare prodotti da brand che supportano la sostenibilità ambientale.

Questi dati evidenziano come il consumatore medio sia sempre più attento non solo al proprio benessere, ma anche alla salute dell’ambiente. Sarà quindi sempre più orientato a premiare le aziende più green, che promuovono attività e progetti a sostegno dell’ambiente.

Innovazione e sostenibilità continuano a essere tra i driver di sviluppo nel’era post Covid, soprattutto per quanto riguarda il mondo degli imballaggi.

L’Impulso alla ricerca e all’impiego di nuovi materiali nasce dalla volontà di garantire un approvvigionamento di materie prime (per produrre imballaggi) che sia sostenibile per il pianeta, ricorrendo a risorse di origine rinnovabili, e la necessità di favorire la gestione dei rifiuti nella fase post consumo, dalla raccolta alle attività di recupero.

cooperazione necessaria per il packaging sostenibile

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