Film biodegradabili e compostabili per l’imballaggio alimentare

Le caratteristiche imprescindibili di un packaging alimentare

Come abbiamo visto negli articoli precedenti le funzioni degli imballaggi alimentari sono molteplici ed in alcuni casi imprescindibili.

Riassumendole brevemente, il confezionamento di un prodotto oltre alla letterale funzione di contenitore deve preservare il contenuto al meglio.

Protezione del contenuto

Entriamo quindi nelle funzionalità di protezione dell’alimento sia da un punto di vista di sicurezza alimentare, evitando quindi potenziali contaminazioni provenienti dall’ambiente esterno, che da possibili danneggiamenti causati da urti o schiacciamenti durante il trasporto dallo stabilimento produttivo fino a casa del consumatore.

L’imballo deve anche proteggere da azioni meccaniche che possono essere provocate da agenti esterni e che possono anche causare la rottura o il taglio del packaging stesso.

Tecnicamente tutte queste evenienze vengono tutelate dalle proprietà meccaniche dei vari film che compongono la busta.

Conservazione degli alimenti

Una delle funzioni principali dell’imballaggio è la conservazione degli alimenti. Gli imballaggi preservano e conservano più a lungo il loro contenuto.

Questo è molto importante sia per motivazioni legate alla distribuzione e vendita che per la riduzione dello spreco degli alimenti; aumentando la “vita utile”, la cosiddetta shelf life, di un prodotto abbiamo la possibilità di consumare un prodotto in un lasso di tempo prolungato evitando così il suo naturale deperimento.

Film biodegradabili e compostabili per l’imballaggio alimentare, Itscompostable
Gli imballaggi alimentari aiutano ad aumentare la shelf life dei prodotti, prolungando i tempi del loro naturale deperimento.

Le caratteristiche di barriera

Sono le proprietà di un imballaggio che impediscono la traspirazione di gas, umidità e aromi tra l’interno e l’esterno della confezione.

  • Per la barriera ai gas solitamente si considerano ossigeno e anidride carbonica; questa caratteristica è irrinunciabile per il confezionamento in atmosfera modificata (ATM) ovvero dove all’interno della confezione vengono inseriti gas inerti per eliminare l’ossigeno che favorirebbe proliferazioni batteriche. Per la stessa ragione molti alimenti vengono confezionati sotto vuoto.
  • La proprietà di barriera all’umidità invece evita il passaggio di vapore acqueo tra l’interno e l’esterno della confezione.
  • La barriera agli aromi ha la funzione di non far disperdere il particolare aroma di un prodotto.

Tutte le caratteristiche di barriera vengono categorizzate come bassa, media, alta ed altissima.

Negli imballaggi tradizionali il materiale che ha le funzioni più elevate di barriera è il film in alluminio.

Alcuni film polimerici hanno buone caratteristiche di barriera come il Nylon o il poliestere per arrivare poi ai film contenenti EVOH che hanno un’altissima barriera.

Purtroppo queste soluzioni ormai standard non sempre rispecchiano i dettami dell’economia circolare, soprattutto per la difficoltà di riciclaggio di un laminato contenente diversi materiali o addirittura l’alluminio.

Confezionamento ermetico

Per far sì che non vengano dissipate le proprietà di barriera, è determinante che durante il processo di imballaggio le macchine confezionatrici possano processare correttamente il film realizzando una confezione a tenuta tramite saldature.

Solitamente il film che ha questa caratteristica viene detto saldante ed è quello a contatto con il contenuto.

Esistono anche film che pur garantendo una perfetta tenuta della confezione hanno come caratteristica la pelabilità, in inglese easy open.

Contatto alimentare

Gli imballaggi devono anche essere sicuri per il contatto con gli alimenti come normato dal Regolamento “quadro” UE1935/2004, praticamente i vari elementi che compongono una confezione non devono cedere sostanze dannose sia per il contenuto sia per l’organismo.

In particolare per gli imballaggi in plastica esistono limiti molto precisi su questo tema, soprattutto dall’entrata in vigore la nuova norma Reg EU 1245/2020, che modifica e rettifica il regolamento UE 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA).

L’attuale food packaging è un settore reso molto complesso dalle performances richieste dall’industria e dalla società, si tratta di un settore che sta attraversando una profonda rivisitazione che deve tenere conto della sempre maggiore richiesta di sostenibilità.

Riduzione dell’utilizzo della plastica tradizionale e introduzione di nuovi materiali provenienti direttamente dalla ricerca industriale sono temi sempre più attuali.

Una delle possibili soluzioni ai problemi ambientali possono essere i film biodegradabili e compostabili.

Macchinabilità

Nel gergo del settore dell’imballaggio per macchinabilità si intende la capacità dei materiali di essere lavorati sulle linee di confezionamento automatiche, in modo tale che il processo possa essere il più rapido possibile garantendo sia la sicurezza degli alimenti che la velocità di esecuzione dello stesso processo.

Determinante in questo ambito è la scivolosità del film, il film deve scivolare sulla macchina senza creare pieghe che potrebbero inficiare l’efficacia della saldatura.

infogrrafica_itscompostable_film-biodegradabili-e-compostabili

I film compostabili nell’imballaggio alimentare

Vediamo ora come un film compostabile certificato ok compost secondo la norma UNI EN 13432 possa soddisfare tutte le caratteristiche che un packaging alimentare richiede.

Contatto alimentare

Come abbiamo visto le soluzioni degli imballaggi tradizionali sono molteplici, per cui sarebbe opportuno analizzare le applicazioni singolarmente partendo dall’assunto che i film biodegradabili e compostabili sono perfettamente idonei al contatto alimentare.

La ricerca di Novamont sul Mater-Bi di nuova generazione ha consentito di ottenere materiali sempre più performanti e sicuri anche in applicazioni sfidanti quali i laminati destinati ad essere valorizzati in processi di riciclo organico (compostaggio industriale).

Macchinabilità

I film certificati ok compost, quindi biodegradabili e compostabili, hanno un comportamento in macchina che possiamo definire ottimale se la linea di confezionamento è di nuova generazione.

Se la linea di confezionamento degli alimenti è oramai datata potrebbero rendersi necessari piccoli aggiornamenti alla linea come, per esempio, un adeguamento delle barre saldanti o un aggiornamento dei sistemi di controllo della temperatura delle barre stesse per ottimizzare il processo con il film compostabile.

Film biodegradabili e compostabili per l’imballaggio alimentare, Itscompostable

Confezionamento ermetico

Dal punto di vista della tenuta alla saldatura il film saldante biodegradabile e compostabile in Mater-Bi certificato ok compost, mostra delle performaces di tutto rispetto. Tranquillamente paragonabili al film in polietilene, il film saldante per antonomasia.

Se vogliamo poi essere precisi solitamente un film compostabile ha generalmente una temperatura di inizio saldatura (la temperatura in cui il film inizia a saldare) decisamente inferiore, garantendo così un risparmio energetico rispetto allo standard.

Protezione del contenuto

La presenza sempre maggiore sugli scaffali di alimenti con packaging compostabile certificato OK Compost è già una dimostrazione della serenità con cui i produttori di alimenti affrontano il tema.

Un film biodegradabile e compostabile, accoppiato ad un altro film sempre compostabile oppure a carta, realizzato seguendo la norma UNI EN 13432 garantisce una protezione similare a quella dei packaging tradizionali. Sia per quanto riguarda la protezione degli alimenti dalle contaminazioni, sia per quanto riguarda le azioni meccaniche.

Conservazione degli alimenti

Per soddisfare i requisiti di conservazione degli alimenti i film compostabili in alcuni casi si sono dimostrati molto più performanti di alcuni film plastici.

packaging di plastica pomodori ciliegini.jpg

Per citare un esempio nel confezionamento di frutta e verdura fresca, grazie alla loro proprietà di traspirazione naturale, possono evitare processi di foratura e di microforatura al film che normalmente si rendono obbligatori per conservare in maniera ottimale alcuni prodotti.

In questo ambito è anche molto interessante il fatto di avere lo stesso fine vita per contenuto e packaging, cioè il centro di compostaggio.

Le caratteristiche di barriera

Per soddisfare invece le performances di barriera ai gas e all’umidità la ricerca ha dovuto sostenere un impegno non indifferente.

Nell’imballaggio in plastica tradizionale, come abbiamo visto, esiste la possibilità di utilizzare diversi materiali con proprietà intrinseche differenti.

Negli imballaggi biodegradabili e compostabili, la norma UNI EN 13432 impone dei limiti molto stringenti soprattutto per quanto riguarda la biocompatibilità del compost ottenuto dal centro di compostaggio industriale.

I metalli pesanti e le sostanze non compatibili con piante ed animali non devono essere presenti, o in alcuni casi in quantità estremamente limitata, poiché il compost nel pieno rispetto dell’economia circolare è una risorsa molto importante per il resoiling e deve tornare al campo agricolo da dove hanno origine le materie prime utilizzate per realizzare la bioplastica compostabile.

Ad oggi sono state messe a punto tecnologie che consentono ad un film compostabile di acquisire proprietà di altissima barriera, grazie a trattamenti superficiali che impiegano quantitativi talmente limitati di materiale da rimanere perfettamente compatibili con la norma UNI EN 13432.

Se vuoi conoscere un esempio di packaging biodegradabile e compostabile a barriera, qui troverai il risultato di un processo di innovazione che le nostre aziende hanno perseguito per portare sul mercato una tecnologia funzionale e sostenibile!

Il film biodegradabile e compostabile oggi

Possiamo quindi affermare che ad oggi un imballo biodegradabile e compostabile possa essere un’alternativa sostenibile alle tradizionali plastiche.

L’utilizzo di bioplastica soprattutto se biodegradabile e compostabile può essere una valida arma per la lotta ai cambiamenti climatici e, nel caso dei prodotti certificati UNI EN 13432, può anche aiutare nella ri-fertilizzazione di un suolo che a seguito di decenni di coltivazioni intensive si è drasticamente impoverito.

Rimane sempre fisso il punto che qualsiasi prodotto anche se biodegradabile e compostabile non deve mai essere gettato nell’ambiente poiché oltre a causare un danno, gettando nell’ambiente un rifiuto, priviamo il nostro suolo del compost che si potrebbe ottenere se conferito correttamente verso un centro di compostaggio.

Mani che mostrano un fiore su una zolla di terreno

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