Differenza tra biodegradabile e compostabile

Compostabile e biodegradabile sono due termini ormai utilizzati quotidianamente, ma sappiamo esattamente il loro significato e le caratteristiche? Sono sinonimi o concetti diversi tra loro?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Leggi l’articolo per approfondire.

Spesso i due termini si confondono tra loro e sono utilizzati in maniera impropria, ma in realtà non sono la stessa cosa.

La norma europea EN13432 aiuta a fare chiarezza in quanto definisce le caratteristiche che un materiale deve possedere per poter essere dichiarato compostabile e, quindi, idoneo ad essere riciclato attraverso il compostaggio dei rifiuti solidi organici.

Norma EN13432 logo
La norma europea EN13432 stabilisce le caratteristiche che un materiale deve possedere per poter essere dichiarato compostabile.

Definizioni

Biodegradabilità

Sono biodegradabili quei materiali organici che si scompongono grazie a microrganismi naturali in sostanze più semplici, fino a diventare acqua, metano e anidride carbonica.

La biodegradabilità, quindi, si riferisce alla proprietà di un materiale di subire un processo di biodegradazione. In poche parole è la capacità di essere degradati da agenti biologici.

Compostabilità

Sono compostabili quei materiali organici che, tramite il processo di compostaggio, vengono trasformati in compost.

Il compost è il risultato della biodegradazione aerobica di rifiuti organici. Per essere compostabile la sua decomposizione deve avvenire in meno di 3 mesi e deve superare i test di ecotossicità. Il compost maturo ha l’aspetto di un terriccio ed è molto ricco di sostanze nutritive utili all’agricoltura.

La norma UNI EN 13432 2002

Abbiamo già citato il riferimento a livello europeo che definisce i “requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione” ovvero la norma UNI EN 13432. Tale norma contiene lo schema di prove sperimentali e i criteri per determinare se gli imballaggi possono essere garantiti come biodegradabili e compostabili.

Le specifiche permettono di verificare che il prodotto si disintegri e biodegradi secondo i tempi e i requisiti del compostaggio industriale, senza effetti negativi sulla qualità del compost. In Europa, uno degli enti terzi che certifica la compostabilità è il gruppo TÜV AUSTRIA, un organismo indipendente di ispezione e certificazione seguendo le direttive dettate dall’ Unione Europea.

Compostabile è biodegradabile?

La compostabilità sfrutta la biodegradabilità, che rappresenta a sua volta uno dei 4 criteri di compostabilità sanciti dalla norma EN13432:

  1. Biodegradabilità
  2. Disentegrabilità
  3. Assenza di effetti negativi sulla qualità del compost
  4. Bassi livelli di metalli pesanti (al di sotto dei valori massimi indicati)

Ognuno di questi punti è necessario per la definizione di compostabilità ma non è sufficiente da solo. Quindi un materiale compostabile è sempre biodegradabile ma non è vero il contrario.

differenza tra biodegradabile e compostabile, infografica articolo

Un rifiuto, per essere definito compostabile, deve essere inevitabilmente biodegradabile mentre, al contrario, un materiale biodegradabile non è necessariamente compostabile perché, ad esempio, potrebbe non disintegrarsi a sufficienza durante un ciclo di compostaggio.

Quindi, ciò che è compostabile torna alla terra come sostanza nutritiva sotto forma di compost.

Esempio di compost
Ciò che è compostabile torna alla terra come sostanza nutritiva sotto forma di compost.

Come gestire il fine vita dei materiali biodegradabili e compostabili

Gli imballaggi sono fondamentali per preservare gli alimenti al loro interno, il problema rimane nello smaltimento di tutte queste confezioni che per prima cosa non devono essere abbandonate nell’ambiente. Dall’esigenza di adottare una soluzione per ridurre l’eccesso di rifiuti, si sono avviati studi e ricerche per ottenere materiali biodegradabili e compostabili che preservino maggiormente l’ambiente.

Come anticipato, rimane fondamentale conoscere il loro smaltimento per evitare errori e vanificare l’aspetto positivo degli stessi.

Raccolta differenziata

Il packaging compostabile non va disperso nell’ambiente, ma va smaltito nell’umido nei rifiuti organici per essere poi trattato negli impianti di compostaggio industriale.

Un rifiuto compostabile riposto nell’umido si degrada dando vita ad un sottoprodotto naturale, inerte, che ha anche una sua utilità in agricoltura biologica. Il processo per ottenere il compost si chiama compostaggio ed avviene in condizioni controllate in modo più veloce e con un maggiore sviluppo di calore rispetto al fenomeno naturale.

Esempio di compostiera
La degradazione di un rifiuto compostabile riposto nell’umido dà vita ad un sottoprodotto naturale, inerte, utile in agricoltura biologica.

Il residuo organico ottenuto si decomporrà lentamente nel terreno andando a migliorarne le caratteristiche chimiche e biologiche, da qui il suo grande impiego in agricoltura. Abbiamo trattato ampiamente questo argomento nel nostro precedente articolo.

Leggi qui per approfondire il compost.

Il compostaggio

Il compostaggio può essere industriale o domestico. Il primo avviene in ambienti controllati all’interno di aziende di compostaggio dove gli input immessi di ossigeno, temperatura e umidità agiscono per velocizzare il processo, accelerando la decomposizione e garantendo una miglior stabilità / qualità del compost.

Il secondo avviene in bidoni domestici, tuttavia le condizioni e le temperature (calore più basso e per un tempo più lungo) per il compostaggio domestico non riescono a decomporre alcuni materiali d’imballaggio, limitandone l’efficacia e l’utilizzo del compost ottenuto.

Leggi qui per scoprire tutte le differenze.

Compostaggio industriale e domestico
Il compostaggio può essere industriale o domestico. Il primo avviene in ambienti controllati all’interno di aziende di compostaggio. Il secondo in bidoni domestici.

Il packaging compostabile, con i suoi vantaggi, sta emergendo sempre più come un’ ulteriore soluzione sostenibile per aiutare a ridurre il più grande problema: l’eccesso di produzione di rifiuti.

L’obiettivo comune è quello di realizzare prodotti circolari, dalla rinnovabilità delle risorse al recupero dei materiali.
Il packaging compostabile non può chiaramente sostituire tutti gli imballaggi, ma nelle giuste applicazioni può costituire una efficace alternativa.

Qui puoi trovare alcuni esempi in settori in cui è stato utilizzato in modo efficace.

Packaging compostabile

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